Le storie

Sonia

37 anni, diagnosi a 33

Da un giorno all’altro il mio figlio più piccolo, di nove mesi, ha smesso di poppare da un seno. Ho provato a svezzarlo ma in realtà voleva ancora il latte. Una notte mi ha morsicato il capezzolo e in sogno mio padre, che era morto qualche anno prima, mi invitava a mettere una mano sul seno. Il medico mi aveva tranquillizzata, in allattamento è quasi impossibile ammalarsi di tumore. Eppure l’esito istologico ha rivelato la presenza di due noduli maligni, uno ormonale e l’altro genetico. Dovevo essere operata al più presto. Non ho più potuto allattare mio figlio, e questa è la cosa che mi hafatto soffrire di più.

Avevo già i linfonodi intaccati e le metastasi ma mi sono rifiutata di farmi togliere entrambi i seni. Non sono stati un dramma i capelli che cadevano, è stato peggio perdere le sopracciglia e non avere più le papille gustative, era come mangiare del ferro. Ho trovato il coraggio di rimettermi a studiare e ora sono una naturopata e tengo conferenze. Grazie a questo percorso ho capito l’importanza e il significato profondo della malattia.

Ho educato i miei figli a non provare troppo attaccamento, oggi ci sono domani potrei non esserci. L’amore non è possesso. Prendiamo in affidamento animali in attesa di essere adottati così impariamo che gli esseri viventi non sono di nostra proprietà, ma un dono che ci è stato fatto solo per un certo periodo di tempo. L’individuo è mente, corpo e anima. 


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Date: maggio 3, 2018
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