Le storie

Sara

36 anni, diagnosi a 31

Sento fastidio al seno, penso sia il ferretto del reggiseno, poi vado a fare un’ecografia. La mia età confonde i dottori che mi dicono che è tutto a posto, ma non il medico di famiglia, che insiste perché faccia una mammografia. Molti ospedali si rifiutano dato che non ho ancora quarant’anni. Il risultato però non lascia scampo: tumore maligno. Quella sera il telefono non squilla, vivo una situazione surreale e la diagnosi mi sembra una condanna a morte. Il giorno dopo inizia la mia battaglia. Il primo pensiero è quello di rassicurare la mia famiglia.

Voglio guarire e in fretta. Supero un intervento di sei ore, sono ancora viva! Faccio pulizia tra le mie amicizie. Non voglio fare la chemioterapia, affrontare tante sofferenze e perdere i capelli, se lo faccio, tutto il mondo verrà a sapere che ho il cancro. Il diciassettesimo giorno, come da manuale, i capelli cadono. Piango di continuo ma nessuno può fare niente per me. La rabbia è sottopelle, mi parlano di parrucche, di bandane, di cappellini ma io rivoglio solo i miei capelli! Nei momenti più bui cerco comunque un raggio di sole. E oggi mi sento una ragazza più forte alla quale è stata data un’altra occasione. È come se non avessi più un passato né un futuro, vorrei vivere con leggerezza. Io sono ora! 


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Date: aprile 20, 2018
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