Le storie

Natalina

50 anni, diagnosi a 46

Durante una mammografia di routine ho scoperto un nodulo, subdolo e aggressivo. Mi erano state proposte cure molto pesanti prima dell’intervento e non sapevo che cosa fare, così mi sono fatta guidare dai miei figli. A mia madre non ho detto nulla, sono andata a trovarla in Calabria prima di iniziare la chemioterapia.

Ho avuto grossi problemi a causa delle cure, non riuscivo a camminare, ho avuto una paresi e perso completamente la mia indipendenza. Mia figlia è stata con me ventiquattro ore al giorno, mi sentivo in colpa, non volevo darle questo peso. Mio marito, che pensavo fragile, si è rivelato un sostegno fondamentale: mi è stato accanto e si è fatto carico della gestione familiare.

Il futuro è oggi e ho deciso di non privarmi di quello che mi fa stare bene, un caffè con un’amica, un viaggio. Assegno delle priorità diverse, non voglio perdermi nulla. Sono stata così vicina alla morte che mi sono sentita rinascere, mi sembra di essere nata cinque anni fa. La mia vita è cambiata in meglio.


Client:
Date: aprile 20, 2018
Service: