Le storie

Nadia

28 anni, diagnosi a 27 


Ho saputo che avrei dovuto fare la chemioterapia il giorno prima del mio compleanno. È stato l’unico momento davvero triste, perché pochi sapevano della mia situazione e mi facevano gli auguri mentre io pensavo alle cose più brutte. La mattina successiva mi sono svegliata e, come se niente fosse, mi è tornato il buonumore. Un mese esatto dal mio compleanno, ho letto una frase estrapolata da una poesia di Albert Camus, che è diventata la sintesi del mio percorso:

“….Ho compreso, infine, 

che nel bel mezzo dell’inverno, 

ho scoperto che vi era in me 

un’invincibile estate”

Questa esperienza è stata così significativa che ho deciso di festeggiare un anno dalla diagnosi. Con tre amiche sono andata a Barcellona (si sa che gli spagnoli sono tra i migliori nel fare festa) e ho tatuato la parola “estío”, un termine spagnolo non più comune che significa proprio “estate”. Si trova sul piede, accanto al mio primo tatuaggio, un semplice e dai molti significati “becoming”.


La settimana dopo, a un anno dall’operazione, ho tatuato un colibrì che una carissima amica aveva disegnato per me. Ha il colore dei miei occhi, marrone e verde, come il piumaggio delle femmine. L’ho voluto accanto al seno, con il becco diretto verso il punto dove si era fermato l’ospite indesiderato. Quest’uccellino sta a rappresentare tante cose: la gioia di vivere, la capacità di vedere i pericoli e soprattutto la resilienza. Ogni esperienza che si conclude positivamente ti lascia qualcosa, ti cambia e merita di essere vissuta.
Non vivo da donna sopravvissuta al cancro, anche se il nome di questa malattia è ancora difficile da pronunciare. Questo tempo non l’ho trascorso a curarmi ma a vivere intensamente.
È stato un anno di scoperta e crescita, di amicizia e di affetti, al quale ripenso con tenerezza.


Client:
Date: dicembre 26, 2016
Service: