Le storie

Antonella

57 anni, diagnosi a 46 

Una sera, mentre mi sfioro il seno destro, sento qualcosa e mi viene un brivido. Avevo fatto i controlli ed era tutto a posto, ma preferisco non lasciar perdere e procedo con gli accertamenti. Quando mi viene data la sentenza, dentro di me urlo: non voglio morire, ma la mia faccia è di marmo. Nessuna familiarità e vita sana, una figlia allattata nove mesi, e periodici controlli per prevenzione mi avevano illusa di essere dietro a uno scudo.

Dopo l’operazione il tempo passava ma mi accorgevo di cambiare, la carnagione era grigiastra, il carattere irritabile, ero stanca e instabile, con le lacrime in tasca. Poco dopo conosco un movimento che promuove il canottaggio tra le operate di tumore al seno che soffrono di linfedema al braccio. Spinte dall’entusiasmo, io e altre donne formiano una squadra anche a Milano: le Pink Amazons.

Sono salita in barca, sul dragone, e non sono più scesa. Convivere con un tumore è diverso da convivere con qualcuno che ha un tumore. Quando incontro donne con la paura negli occhi, le prendo sotto braccio e le invito sul nostro Dragon Boat.


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Date: aprile 20, 2018
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