Le storie

Luisa

48 anni, diagnosi a 42

Due giorni prima di partire per le vacanze, durante una visita di controllo, la ginecologa mi prescrive un agoaspirato con urgenza. Faccio gli esami e poi parto, ma non passo delle vacanze serene. Al mio ritorno, la dottoressa mi comunica con freddezza che per il mio tipo di tumore l’aspettativa di vita non supera i cinque anni. Sprofondo in un baratro. La sentenza della risonanza magnetica è mastectomia.

Dopo la notizia esco dall’ospedale e vado a mangiare un gelato di zuppa inglese e pistacchio, due gusti che odio ma che in quel momento mi sono sembrati i più buoni del mondo. Il passo successivo è stato informare i miei genitori, mentre alle mie figlie l’ho detto scherzando: finalmente avrei avuto un bel seno come quello delle attrici! Oltre a me, si sono ammalate di cancro al seno anche tre sorelle di mia mamma. Familiarità? Alimentazione? Non so cosa pensare.

Mi hanno consigliato di fare il test genetico, ma né io né le mie figlie vogliamo. Forse è un errore, ma per ora abbiamo deciso così. Da quel momento vivo alla giornata, senza fare progetti a lungo termine, assaporando ogni attimo. Mi dicono che sono molto solare e che trasmetto serenità, questo mi fa stare bene. Ho una famiglia meravigliosa.  


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Date: marzo 28, 2018
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