Le storie

Irene

34 anni, diagnosi a 34 

Sentivo un nodulino che andava e veniva. Mi hanno detto che non c’era nulla di preoccupante, ma poi un giorno il braccio ha iniziato a farmi male. I controlli successivi hanno evidenziato una massa importante. Per fortuna sono riuscita a fare la conservazione degli ovuli in tempo.

Sono laureata in fisica e ho un assegno di ricerca all’università. Ho un dottorato in scienze dei materiali e per ironia della sorte studio proprio quelli che possono essere utilizzati per la diagnostica e il trattamento dei tumori. Mi affascinava l’idea di usare il mondo della nanomedicina per migliorare la qualità della vita delle persone. Mai avrei pensato che questo tema mi avrebbe riguardato così da vicino. Ho una gemella e sono preoccupata anche per lei, sto facendo le analisi per verificare che non ci sia una mutazione genetica nel mio Dna, perché in questo caso l’avrebbe anche mia sorella.

Allo specchio non mi riconosco, prima della cura avevo i capelli lunghissimi. Ho capito che per guarire devo volermi bene. Non ho mai pensato che potrei non farcela. Io non sono il mio tumore, sono Irene. Non ho ancora pianto, ma mi aspetto che prima o poi accada.


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Date: aprile 20, 2018
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