Le storie

Barbara

45 anni, ammalata a 40

Mi sono laureata in ingegneria molto presto. All’epoca conducevo una doppia vita: di giorno studiavo e di sera facevo la ragazza immagine nelle discoteche per pagarmi l’università. A ventotto anni ero già dirigente nell’azienda dove lavoro tuttora e in cui ho conosciuto mio marito. Ero una donna in carriera ma, superati i trent’anni, ho capito che volevo una famiglia. Sono arrivati tre figli, uno dietro l’altro.

Quando il più piccolo aveva dieci mesi, ho sentito un linfonodo ingrossato sotto l’ascella. Gli esami di routine non evidenziavano nulla, i medici pensavano che fosse un’infiammazione dovuta a una mastite. Ma io non ero tranquilla e ho fatto altri accertamenti che hanno rivelato il tumore. Dopo pochi giorni sono stata operata. Ce l’ho messa tutta e pian piano ho ripreso in mano la mia vita, ma un anno dopo ho avuto una recidiva. È stato un vero shock!

Pensavo di aver sconfitto il tumore e di essere una donna invincibile, invece sono crollata e ho dovuto ricominciare tutto da capo, con tre bambini ancora piccoli. Perché è successo? Genetica? Sfortuna? Sto affiancando alle cure tradizionali alcune terapie naturali, ho cambiato dodici tipi di chemioterapia e mi sono caduti i capelli cinque volte. Adesso, ogni settimana faccio la chemioterapia per tenere sotto controllo le metastasi. Ho capito che bisogna essere responsabili della propria felicità. 


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Date: aprile 20, 2018
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