Le storie

Assunta

44 anni, diagnosi a 40

Fin da bambina il mio sorriso non mi ha mai abbandonato. La parola “tumore”, prima un linfoma di Hodgkin, successivamente un tumore al seno, suonò subito nella mia mente come sinonimo di morte. Solo dopo aver metabolizzato la brutta notizia, assunse il significato di guerra. Questo periodo mi ha dato la possibilità di comprendere meglio quanto sia bella la vita. Ho pianto, ho urlato, ho sorriso… non volevo far stare male chi mi stava intorno.

Quanta sofferenza per i miei figli, all’epoca di quattordici e dieci anni. “Perderai i capelli, mamma? Io una mamma senza capelli non la voglio!” “Compreremo parrucche e cappelli” fu la mia risposta.

Quando mi ritrovai a tu per tu con la macchinetta, urlai dalla disperazione. Tornati da scuola i ragazzi mi chiesero perché indossassi quel cappellino, lo tolsi e mi guardarono, poi mi toccarono la testa e dissero: “È liscia, sembra un culo!”.

Scoppiai a ridere e a piangere contemporaneamente. Ogni lacrima versata è una goccia di felicità che il destino ti dovrà rimborsare.


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Date: aprile 20, 2018
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