Le storie

Allegra

51 anni, diagnosi a 47

Sono morta e risorta almeno quattro volte. Noi esseri umani viviamo in modo schizofrenico: sempre proiettati nel futuro, ci tiriamo dietro il peso del passato e facciamo fatica ad abitare il presente.

Durante la malattia penso di aver vissuto intensamente ogni attimo, perché perfino quando facevo una cosa banale, mi dicevo che poteva essere l’ultima occasione. Cercavo nel quotidiano delle risposte e leggevo quello che mi accadeva come un presagio.

Sono laureata in filosofia, indirizzo psicologico, ho la forma mentis dell’analista. Sono abituata a pensare, a ragionare, a scomporre la realtà. Mi mancava il senso di quello che stava succedendo. Cosa avevo fatto di male per meritarmelo? Sì, perché in queste situazioni viene fuori il lato deteriore della cultura cattolica. Ci siamo abituati alla punizione, a sentirci sempre in colpa perché il peccato è originale. Ma un motivo non c’era.

Quando ne hai passate tante, ti illudi di essere in credito e pensi che verrai risparmiata. Le cose invece accadono, nel male e nel bene. Mi sono resa conto che avrei potuto cogliere il senso trascendente di questa vicenda solo alla fine della mia esistenza. Mi sono data come obiettivo di venirne fuori per testimoniare che si può sopravvivere al cancro e per diffondere la cultura della prevenzione e del benessere.


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Date: aprile 20, 2018
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